Oggi 26 marzo 26
Finalmente a Shanghai. Rimpiangiamo il bel clima della Tailandia dove vivi a pantaloni corti, maglietta e sandali, dove puoi bagnarti mattina e sera al mare o in piscina. Tuttavia, col fatto dell'incidente, abbiamo fatto ben poco. In compenso abbiamo acquisito un'ottima conoscenza, devo dire quotidiana e per un mese, del Bangkok Hospital Se ci può consolare, è un ospedale a 5 stelle, che sa più di albergo di lusso che di ospedale. Ma a Shanghai siamo di casa, ci sentiamo a nostro agio, usciamo senza problemi e andiamo in giro a rivedere i posti già noti. Possiamo alzarci la mattina e dire: andiamo a fare una passeggiata a Xintiandi, Usciamo e siamo, come dice una canzone degli anni 50, one in a million, ovvero a spasso, senza gli occhi a mandorla, ci siamo solo noi. Son tutti cinesi, ma non ci facciamo più caso. Morale di pomeriggio tardo siamo andati a Xintiandi a piedi. Dista circa un chilometro. Io col treppiede, che però ho imparato a dominare e quindi vado abbastanza veloce. Xintiandi è un vecchio quartiere della colonizzazione francese, che i cinesi, furbi come volpi, non hanno distrutto perché coloniale, ma nel loro pragmatismo affaristico, hanno ristrutturato, valorizzato e lanciato come attrattiva turistica. Le case sono in stile coloniale francese e ospitano una lunga serie di negozi dell'alta moda internazionale, e ristoranti molto costosi. E' molto frequentato dai cinesi, ma è anche un luogo dove vedi molti turisti occidentali.
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