Oggi 18 febbraio 2026.
Dormo tutta la notte in una stanza. Mia moglie resta con me e si riposa in un divano. In realtà, dopo lo choc dell'incidente è ben difficile dormire. Al mio letto si alternano infermiere con vari compiti. Quello che posso notare è che sono tutte giovanissime e gentilissime, con quell'atteggiamento sorridente e tranquillo che in occidente abbiamo perso. Mi fanno ancora i raggi al torace e poi arriva il chirurgo a confermare che non è necessario operare, basta aspettare. Intanto cerco di alzarmi e mettermi seduto sul letto, ma ho dolori lancinanti al fianco sinistro. Ma non desisto e faccio piccoli giri nella stanza. Verso le 17 arriva un'infermiera a dirci che l'assicurazione ha pagato tutto e che possiamo andarcene. Prendiamo una macchina e ci facciamo portare nel nostro appartamento.
Oggi 19 febbraio.
La mattina cerco di alzarmi dal letto, ma non ci riesco. Come cerco di girarmi, un dolore lancinante al fianco sinistro mi impedisce di respirare. Allora cerco di strisciare, evitando sforzi sul fianco e dopo mezz'ora scendo dal letto. Prendo subito 1 grammo di tachipirina e dopo un po' sto già meglio. A mezzogiorno mangiamo e dopo prendiamo una macchina che mi riporta in ospedale per la medicazione alle ferite delle gambe che devo rinnovare ogni giorno. Quando arrivo in ospedale, poiché non riuscivo a scendere dalla macchina, è arrivato subito un infermiere con la carrozzina, che mi ha portato direttamente al reparto medicazioni ferite. Una infermiera gentilissima, che parlava inglese (qui tutto il personale mastica inglese), mi ha rinnovato tutte le bende alla gamba sinistra, alla caviglia e al gomito della gamba destra. Dopo devo andare a pagare e spunta un altro infermiere che mi spinge fino alle casse e mi prende il numero; quando è il mio turno, mia moglie fa per spingermi, ma sbuca un altro infermiere che mi porta alla cassa dove pago e dopo all'ingresso dell'ospedale dove prenoto online un taxi. L'ospedale è molto grande, ha 12 piani ed è considerato uno dei migliori della Tailandia, ma costa molto. Fortunatamente ho acceso una assicurazione prima di partire, ma comunque sarei stato rimborsato dall'assicurazione dell'autista.
Purtroppo, le vacanze sono finite. Mi tocca stare a casa e non forzare troppo sulle costole, altrimenti non si saldano. Per fortuna qui non fa freddo e giro sempre in pantaloni corti, canotta e sandali. È un peso in meno.
Oggi 20 febbraio 2026
Dopo aver pranzato, prendiamo una macchina e andiamo ancora in ospedale per la seconda medicazione. Come al solito, mia moglie non può spingere la carrozzella, perché compare subito un infermiere che ti chiede l'impegnativa e ti porta per ogni cosa nel posto giusto. Oggi sto un po' meglio , riesco a salire e scendere dal letto con molta fatica, ma in tempi ragionevoli. Per camminare in casa, mi aiuto con un bastone a tre piedi che mi sono comprato.
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