Siamo a Woolingyuan, una località distante 37 km da Zhangjiajie, in un albergo che si chiama Eryatou, che abbiamo prenotato tramite trip.com. Dovete sapere che Zhangjiajie è una delle più importanti località della Cina per via di tre attrazioni principali, che si trovano nei dintorni:
la montagna di Tianmen, ovvero la porta del cielo,
Il parco forestale di Woolingyuan, che contiene delle formazioni rocciose alte anche 1000 metri a forma di pilastro, famose per aver ispirato il film Avatar che non ho il piacere di conoscere,
Il Gran Canyon dove è stato costruito un ponte di vetro che ti da la sensazione di essere sospeso nel vuoto.
Oggi, secondo quanto già programmato in Italia, andiamo a visitare Tianmen, la porta del cielo. Per arrivarci, prendiamo alle 8.40 un taxi che ci porta s Zhangjiajie. Da qui prendiamo la funivia più lunga del mondo, ca 7 km, che ci porta sulla parte più alta della montagna. C'è, nonostante siamo in ottobre, una marea di turisti per cui per prendere la funivia dobbiamo fare una lunga coda, comunque, tutta ordinatamente incanalata da passaggi obbligati.
La funivia parte dalla città
e passa sopra la montagna ricoperta di vegetazione.
Sotto si inerpica una strada asfaltata con 99 tornanti.
A tratti la funivia corre quasi in verticale.
Arriviamo e ci accoglie un freddo ed una umidità tremenda.
Ci infiliamo tutto ciò che abbiamo, compreso un impermeabile trasparente, ma mio figlio è comunque troppo leggero. Ci incamminiamo per un sentiero completamente lastricato, ma a testa bassa per il freddo.
Immersi tra le nuvole la visibilità è praticamente nulla, per cui decidiamo di andare molto spediti alla funivia del ritorno.
Scendiamo dalla cima della montagna a mezza costa per centinaia di metri tramite sette lunghe scale mobile costruite in un tunnel scavato dentro la montagna,
e infine arriviamo alla famosa porta del cielo, ma non si vede niente, tranne i primi gradini di 999 che portano alla base della scalinata. Invece di fare i gradini, che con la nebbia sono estremamente pericolosi, compriamo i biglietti e scendiamo ancora di qualche centinaio di metri con un'altra serie di scale mobili interne alla montagna. Anche alla base non si vede niente per cui corriamo alla vicina cabinovia veloce e ci riportiamo sani e salvi a valle. Fine di un'avventura che avevo programmato mesi fa, ma che per ora è andata a male. Infreddoliti, ci rifuggiamo nel primo ristorantino che incontriamo e ci rinfranchiamo con un lauto pasto dal sapore locale.








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