Zhangjiajie, montagne di Avatar: 10 Km a piedi dall'Ingresso Sud al Bailong (La guida alternativa anti-nebbia)
Visto il disastro turistico di ieri alla montagna di Tianmen, oggi rimoduliamo tutti i piani, ovvero cancelliamo e riprenotiamo le visite in funzione delle previsioni del tempo previsto.
Ci siamo alzati e piove, e decidiamo di rinunciare alla visita dei monti Avatar, ma la ragazza della reception dell'albergo ci suggerisce di entrare dall'ingresso sud del parco ed andare a piedi fino alla base dell'ascensore Bailon. Questo percorso si snoda lungo il fondo valle e ci consente di vedere i picchi di Avatar dal basso, al di fuori delle nuvole e della nebbia che abbiamo incontrato ieri. La lunghezza è di ca 10 km e la durata circa tre ore di cammino. Accettiamo questo suggerimento e per ca 7-euro prendiamo un taxi per raggiungere dopo circa 15 km l'ingresso sud del parco.
Gia dall'ingresso possiamo ammirare i picchi rocciosi a forma di cuspidi o pilastro caratteristici di questa zona, ovviamente tutte le volte che ne incontriamo uno con forme particolari lo fotografiamo.
Seguiamo un percorso perfettamente lastricato e piano. Seguiamo i cartelli, anche in inglese, che danno la direzione dei sentieri, sbagliare vuol dire perdere ore. C'è un flusso notevole di persone. A volte sembra di essere non in un sentiero di montagna, ma in una via cittadina.
Ogni tanto un ponte sul torrente che scorre nella valle e delle piazzole nei punti scenici più suggestivi, dove si forma l'assembramento degli aspiranti fotoreporter, me compreso.
Lungo il percorso incontriamo anche delle scimmie, appollaiate sui pali delle ringhiere di legno o sui rami degli alberi, che ci guardano probabilmente aspettando un po' di cibo.
Qualcuna si gira minacciosa verso mio figlio che tentava di fotografarla da vicino.
Quest'altra è un cucciolo minuto.
Dopo due ore di cammino smetto di far foto perché il paesaggio è bello, ma sempre uguale. Qualcuno di noi accusa la stanchezza, ma soprattutto trema dal freddo per l'umidità che è molto intensa. Ogni chilometro circa ci sono delle toilette, ben servite e con l'asciugamani elettrico. Nonostante qui passino migliaia di persone, il sentiero è lustro come se fosse stato pulito di recente. Non vedi un pezzo di carta o una bottiglia di plastica per terra o sui lati, come spesso ci capita di vedere dalle nostre parti.
Finalmente arriviamo alla piazza dei pullman ecologici con la lingua a terra, piegati sulle ginocchia come l'australopithecus afarensis, leggi Lucy, in cerca di un riparo e di un pasto caldo. Naturalmente scherzo, eravamo freschi come una rosa e pronti a fare il bis se qualcuno ce lo avesse richiesto. Nella piazza c'è una specie di Burger King cinese,
entriamo e nelle foto del menu vediamo come in un miraggio delle bistecche ai ferri con contorno di spaghetti. Senza alcun indugio ne prendiamo tre piatti, uno per ciascuno, ma arriva l'amara sorpresa. La bistecca è di un UCA, unindentified chinese animal (animale cinese non identificato), la consistenza tra il tenero e il plastico, il tutto ricoperto da una salsa piccante a base di pepe e di chissà cos'altro. Il sapore non è male, c'è da dire che i cinesi in fatto di sapori ci sanno fare, ma c'è sempre il rischio che agiscano da detonatore con effetti deflagranti sugli intestini deboli. Comunque, raschiando via la salsa, abbiamo mangiato tutto, anche con soddisfazione. Possiamo dire: giornata positiva















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